Uno studio pubblicato su Nature communications nel 2025 ha esaminato più di 22.000 adulti anziani negli Stati Uniti in uno studio clinico randomizzato con vitamina D3. Dopo poco più di cinque anni, la vitamina D non ha ridotto in modo evidente i nuovi casi di diabete di tipo 2 in questa popolazione generale, anche se una revisione congiunta di quattro studi ha suggerito una piccola riduzione del rischio, in particolare nelle persone senza obesità.
Per chi è preoccupato per la propria salute metabolica e cardiovascolare, il messaggio è sfumato. La vitamina D non è un ostacolo assoluto al diabete, ma sembra essere coinvolta nell’equilibrio del glucosio e nella funzione dell’insulina, soprattutto se associata ad altre abitudini salutari e a sostanze nutritive come gli acidi grassi omega-3.
Cosa ha fatto lo studio VITAL con la vitamina D e cosa ha trovato nel diabete di tipo 2
L’analisi è stata integrata nello studio VITAL, un ampio studio randomizzato in doppio cieco su oltre 22.000 adulti di età media di circa 67 anni senza diabete al basale. I ricercatori hanno confrontato 2000 unità internazionali giornaliere di vitamina D3 con il placebo per una media di 5,3 anni e hanno registrato quante persone hanno sviluppato il diabete di tipo 2.
Nel gruppo della vitamina D si sono verificati poco meno di quattro casi di diabete ogni 1000 persone all’anno, rispetto a poco più di quattro nel gruppo del placebo. Questa differenza si è tradotta in una riduzione relativa del 9%, ma il margine di errore statistico non includeva alcun effetto, quindi è stato considerato un piccolo cambiamento.
Quando gli autori hanno combinato questi dati con altri tre studi simili in una meta-analisi, il quadro è diventato un po’ più chiaro. Complessivamente, più di 25.000 partecipanti hanno mostrato una riduzione del rischio di diabete dell’11% circa con la vitamina D, che ha raggiunto il 25% nelle persone senza obesità. Si tratta comunque di effetti modesti che devono essere interpretati nell’ambito di uno stile di vita complessivamente sano.
Come la vitamina D e gli omega-3 sono coinvolti nel metabolismo del glucosio
La vitamina D è nota soprattutto per il suo ruolo nelle ossa e nella difesa, ma è espressa anche nel pancreas e nei tessuti che rispondono all’insulina. Studi meccanici suggeriscono che possa promuovere la funzione delle cellule beta, che producono insulina, e migliorare la sensibilità dei tessuti all’insulina.
Nel sottogruppo dello studio VITAL che si è sottoposto a visite di persona, sono stati misurati marcatori come il glucosio a digiuno e l’emoglobina glicosilata, che riflettono il controllo del glucosio a medio termine. Dopo due anni non sono stati osservati cambiamenti rilevanti in questi parametri, indicando che l’effetto della vitamina D, se esiste, è modesto e probabilmente più visibile nelle persone con carenze precedenti o ad alto rischio metabolico.
Parallelamente, lo studio VITAL ha incluso anche un braccio di acidi grassi omega-3 a catena lunga, principalmente EPA e DHA. Questi lipidi marini sono coinvolti nella fluidità della membrana cellulare e nella risoluzione dell’infiammazione di basso grado, un processo strettamente legato sia all’insulino-resistenza che alla salute cardiovascolare. Sebbene l’analisi di cui parliamo si concentri sulla vitamina D, la combinazione di vitamina D e omega-3 indica una strategia fisiologica che agisce su più assi contemporaneamente, infiammazione, metabolismo e funzione vascolare.
Abitudini quotidiane che rafforzano l’effetto della vitamina D e degli omega-3
Gli autori dello studio sottolineano che il diabete di tipo 2 è direttamente collegato all’eccesso di peso, alla mancanza di attività fisica e a un’alimentazione ricca di zuccheri veloci e prodotti ultraprocessati. Pertanto, gli integratori hanno senso solo come complemento di una solida base di abitudini.
In pratica, ciò significa privilegiare alimenti freschi, verdure, frutta intera, legumi e cereali integrali, ridurre le bevande zuccherate e i dolci e scegliere grassi di qualità come l’olio d’oliva, le noci e il pesce azzurro ricco di omega-3. Mantenere un peso stabile e muoversi quotidianamente, ad esempio camminando di buon passo o facendo esercizi di forza, migliora direttamente la sensibilità all’insulina.
La vitamina D è ulteriormente supportata da una moderata esposizione al sole, avendo sempre cura di proteggere la pelle, e da alimenti come pesce grasso, uova e latticini arricchiti. La combinazione di questi pilastri con un’adeguata assunzione di omega-3 crea un ambiente metabolico e cardiovascolare più stabile, che è proprio l’obiettivo fisiologico su cui sono state progettate alcune formulazioni avanzate di integratori.
Come Nutribiolite OMEGA 3 EPA 400 mg + DHA 300 mg si adatta a queste evidenze
Sebbene l’analisi VITAL T2D si sia concentrata sulla vitamina D, fa parte di uno studio più ampio che ha valutato insieme la vitamina D3 e gli acidi grassi omega-3 a catena lunga per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari. Questa combinazione di nutrienti corrisponde all’obiettivo dell’integratore OMEGA 3 EPA 400 mg + DHA 300 mg di Nutribiolite, che integra omega-3 marini concentrati insieme a vitamina D3 e vitamina K2.
Gli acidi grassi EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) sono coinvolti nella regolazione dell’infiammazione e nel mantenimento della funzionalità delle membrane cellulari, compresi i tessuti vascolari. A livello fisiologico, ciò si riferisce a una circolazione più equilibrata e a un ambiente metabolico meno soggetto a infiammazioni croniche di basso grado, che spesso si accompagnano a un eccesso di peso e a un ridotto controllo del glucosio.
La vitamina D3 contenuta nella formula contribuisce al mantenimento della funzione muscolare e del sistema immunitario ed è coinvolta in percorsi che sono stati collegati anche alla sensibilità all’insulina. Lo studio VITAL dimostra che dosi giornaliere di vitamina D3 negli anziani hanno un effetto modesto sull’insorgenza del diabete, ma rafforza l’idea che il mantenimento di livelli adeguati sia una parte ragionevole di una strategia preventiva globale.
La vitamina K2, presente in OMEGA 3 EPA 400 mg + DHA 300 mg, aggiunge un ulteriore asse, poiché partecipa al corretto utilizzo del calcio e alla protezione della struttura vascolare. La combinazione di omega 3 con le vitamine D3 e K2 mira quindi a sostenere in modo coordinato la salute del sistema cardiovascolare e delle ossa, accompagnando i processi metabolici di cui si parla anche in studi come VITAL.

Integratore di Omega 3 EPA e DHA con vitamine D3 e K2, pensato per gli adulti che si prendono cura del proprio metabolismo e della salute cardiovascolare nell’ambito di uno stile di vita sano.
OMEGA 3 EPA 400 mg + DHA 300 mg è rivolto agli adulti che già prestano attenzione all’alimentazione, all’attività fisica e al riposo e che desiderano un ulteriore supporto sotto forma di nutrienti chiave con supporto scientifico. Non intende sostituire le abitudini di vita o i farmaci, ma aggiungere un ulteriore strumento per costruire una solida base fisiologica per il cuore, le articolazioni e il metabolismo.
Messaggio finale, cosa aggiunge questo studio alla vostra routine quotidiana
Lo studio VITAL e la sua analisi del diabete di tipo 2 dimostrano che la vitamina D, anche a dosi relativamente elevate, non modifica da sola l’andamento del metabolismo negli adulti più anziani, sebbene si registri una lieve riduzione del rischio se si analizzano più studi insieme, soprattutto nelle persone senza obesità.
La lezione pratica è chiara. Tenere sotto controllo il peso, muoversi quotidianamente, privilegiare gli alimenti freschi e garantire un buon apporto di vitamina D e di omega 3, pone le basi per un metabolismo e un sistema cardiovascolare più stabili. Integratori come OMEGA 3 EPA 400 mg + DHA 300 mg si inseriscono in questa logica di sostegno fisiologico, sempre all’interno di una più ampia strategia di cura di sé.
Questo contenuto è informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista della salute.
Domande frequenti
Cosa significa che la vitamina D ha un effetto modesto sul diabete di tipo 2?
Significa che, negli studi esaminati, la riduzione del rischio di diabete è stata modesta e non sufficiente per essere considerata uno strumento a sé stante. La vitamina D può sostenere il metabolismo, ma il peso, la dieta e l’esercizio fisico rimangono i pilastri principali.
Perché la vitamina D e gli omega-3 sono combinati in alcuni integratori?
La vitamina D è coinvolta nel metabolismo, nella funzione muscolare e nell’immunità, mentre gli omega-3 EPA e DHA favoriscono la salute cardiovascolare e modulano l’infiammazione. Insieme agiscono su percorsi fisiologici legati al cuore e al controllo del glucosio, il che rafforza il loro interesse per gli adulti che si prendono cura di questi aspetti.
Ha senso assumere omega-3 se mangio già pesce grasso più volte alla settimana?
Una dieta a base di pesce grasso frequente fornisce già una base di EPA e DHA. Alcune persone optano per un integratore quando il loro consumo di pesce è irregolare o quando cercano una dose più concentrata e costante, sempre nell’ambito di uno stile di vita sano.
Che ruolo svolge la vitamina K2 in una formula con omega-3 e vitamina D3?
La vitamina K2 contribuisce a convogliare il calcio verso le ossa e a evitare che si accumuli nelle pareti dei vasi sanguigni. In combinazione con la vitamina D3 e gli omega-3, contribuisce a un approccio completo alla salute delle ossa e del sistema cardiovascolare.
Per quale tipo di persona è indicato OMEGA 3 EPA 400 mg + DHA 300 mg?
È destinato agli adulti che desiderano sostenere la propria salute cardiovascolare, articolare e metabolica con una combinazione di omega-3 marini concentrati e vitamine D3 e K2. È particolarmente indicato per le persone che già curano la propria alimentazione, si muovono regolarmente e sono alla ricerca di un ulteriore supporto fisiologico.









