Nel 2026, lo studio pubblicato su *Biomedicines 2026* ha esaminato l’infiammazione nei pazienti affetti da malattia renale cronica. La metanalisi citata ha rilevato una riduzione significativa della CRP con l’olio di pesce, mentre l’IL-6 e il TNF-α hanno mostrato risultati incostanti. Il risultato sostiene l’utilità di monitorare la CRP per seguire la risposta infiammatoria in questa popolazione.
I dati si riferiscono a soggetti affetti da malattia renale cronica, comprese le popolazioni in emodialisi. Gli studi variavano in termini di dosaggio, durata e risultati. La revisione richiede studi prospettici ben progettati per convalidarne le applicazioni cliniche.
L’infiammazione persistente collega il danno renale al rischio cardiovascolare
Nella malattia renale cronica, l’infiammazione di basso grado aumenta con il diminuire della funzione renale. L’uremia, lo stress ossidativo e la scarsa eliminazione dei mediatori alimentano tale attività immunitaria.
Questo contesto favorisce la fibrosi tubulo-interstiziale, una prognosi più sfavorevole e un maggiore rischio cardiovascolare. Le alterazioni lipidiche e mitocondriali amplificano il danno ossidativo e l’attivazione immunitaria.
L’EPA e il DHA generano mediatori che favoriscono la risoluzione dell’infiammazione
I mediatori specializzati pro-risolutivi derivano dagli acidi grassi polinsaturi. L’EPA dà origine alle resolvine della serie E. Il DHA genera resolvine D, protectine e maresine.
Questi mediatori limitano il reclutamento dei neutrofili e favoriscono l’eliminazione dei residui cellulari. Inoltre, orientano i macrofagi verso un profilo riparativo.
I meccanismi includono una ridotta segnalazione dell’NF-κB e una minore produzione di citochine infiammatorie. Intervengono inoltre l’Nrf2, il PPAR-γ e la regolazione delle specie reattive dell’ossigeno.
Gli effetti nefroprotettivi e antifibrotici derivano principalmente da modelli sperimentali renali. La loro applicazione clinica richiede una validazione prospettica.
Gli studi clinici mostrano cambiamenti significativi con risultati eterogenei
Uno studio randomizzato della durata di dodici settimane ha rilevato riduzioni significative dei livelli di IL-6, CRP e TNF-α in pazienti sottoposti a emodialisi.
Un altro studio della durata di sei mesi ha migliorato l’attività della glutatione perossidasi e ridotto la CRP. Ha inoltre registrato una modulazione favorevole del metabolismo lipidico.
Una meta-analisi del 2024 ha raccolto tredici studi randomizzati. L’olio di pesce ha ridotto significativamente la CRP con un valore di p pari a 0,01.
Le variazioni dei livelli di IL-6 e TNF-α sono risultate incostanti. Alcuni studi hanno riportato una riduzione significativa dei trigliceridi, mentre altri non hanno riscontrato variazioni lipidiche significative.
L’associazione osservazionale con il DHA mantiene una portata specifica
Una coorte ha superato gli 80.000 partecipanti e ha incluso 6.735 persone affette da malattia renale cronica. Il follow-up mediano ha raggiunto gli 11,9 anni.
Tra i soggetti affetti da malattia renale cronica, livelli più elevati di DHA circolante sono stati associati a un minor rischio di terapia renale sostitutiva.
Il risultato è di natura osservazionale e presenta un rischio residuo di confondimento. L’associazione non stabilisce un nesso di causalità né definisce una dose terapeutica.
Nutribiolite DHA-PS apporta gli omega-3 citati nella revisione
La revisione analizza l’EPA e il DHA, gli stessi omega-3 presenti nell’olio di pesce contenuto in DHA-PS.
DHA-PS contiene olio Omegatex® con il 50% di DHA e il 10% di EPA. Il DHA si presenta sotto forma di trigliceridi altamente biodisponibili.
Ogni dose giornaliera apporta 500 mg di DHA. Il DHA contribuisce al normale funzionamento del cervello e al mantenimento della vista normale.
L’effetto benefico autorizzato si ottiene con 250 mg al giorno di DHA. La formula apporta inoltre 100 mg al giorno di fosfatidilserina.
Sharp-PS® Green è ricavato dalla lecitina di girasole europea ed è privo di soia. La sua purezza e biodisponibilità ne avvalorano la scelta tecnica.
Il mezzo lipidico dell’olio facilita la solubilizzazione e l’assorbimento intestinale della fosfatidilserina. Questa combinazione definisce una formula specifica e pratica.

Il DHA-PS combina il DHA e l’EPA, oggetto di studio nella revisione, con la fosfatidilserina di girasole all’interno di una formula lipidica specifica.
Cinque risposte chiariscono le evidenze scientifiche e l’uso del DHA-PS
Qual è stato il risultato principale della revisione?
La meta-analisi citata ha rilevato una riduzione significativa della CRP con l’olio di pesce. Le variazioni dei livelli di IL-6 e TNF-α sono risultate incostanti.
Quale popolazione è stata oggetto delle evidenze esaminate?
Le evidenze cliniche riguardavano pazienti affetti da malattia renale cronica, comprese persone in emodialisi e con malattia renale terminale.
In che modo l’EPA e il DHA contribuiscono alla risoluzione dell’infiammazione?
L’EPA e il DHA danno origine a resolvine, protectine e maresine. Questi mediatori regolano i neutrofili, i macrofagi, le citochine e lo stress ossidativo.
Qual è il nesso tra il DHA-PS e lo studio?
Il DHA-PS contiene DHA ed EPA, gli omega-3 oggetto della revisione. I suoi risultati clinici non possono essere attribuiti al prodotto.
Come si assume il DHA-PS e quali precauzioni occorre osservare?
Assumere una capsula due volte al giorno durante i pasti. Non superare la dose raccomandata. In caso di gravidanza e allattamento, consultare il medico.
Questo contenuto è puramente informativo e non sostituisce il parere di un operatore sanitario.









